Oggetto: Conseguenze della Riforma Universitaria La conclusione dei concorsi di Abilitazione Universitaria ha aperto vivaci discussioni, che si inseriscono in una crisi globale del sistema che merita opportuno approfondimento, anche attraverso il confronto diretto e costruttivo del mondo Accademico con le Istituzioni. Premessa: Dopo una lunga pausa dei concorsi universitari, si è assistito ad una silenziosa rivoluzione, con la cancellazione del ruolo dei Ricercatori a tempo indeterminato (oggi ad esaurimento), in favore di una nuova categoria di precari: “i Ricercatori a tempo determinato”, scarsamente attrattivi tra i giovani che volessero intraprendere la carriera universitaria, soprattutto dell’area medica, con la pericolosa conseguenza di un calo di vocazione. Infatti, l’aspetto positivo di una presunta competitività (pur sempre verso conferme temporanee), si perde di fronte all’insicurezza della progressione nel ruolo docente, anche in considerazione della complessa contingenza storica determinata dalla destabilizzante parcellizzazione delle Facoltà nei Dipartimenti, nell’ambito di Università “imbalsamate” dai “punti organico” e dai tagli. Reclutamento: L’Abilitazione Scientifica Nazionale, propedeutica ai concorsi per il ruolo docente nelle Università, in molti settori ha valutato esclusivamente l’attività di ricerca, trascurando totalmente la capacità del candidato di trasferire cultura. A tal riguardo, le indicazioni del Collegio dei Professori Ordinari di Chirurgia sui percorsi didattici ufficiali, indispensabili al conseguimento dell’idoneità nella formulazione dei giudizi idoneativi, sono state del tutto disattese. Produzione scientifica: Il calcolo bibliometrico dei potenziali commissari e dei candidati ha prodotto ulteriori equivoci, poiché è stato spesso completamente trascurato il valore intrinseco della pubblicazione, per considerare soltanto il fattore di impatto della rivista sulla quale l’articolo viene pubblicato, e alle relative citazioni in letteratura. Prescindendo dallo storico paradosso per il quale una ricerca è stata frequentemente citata per ribadire l’errore della teoria sostenuta, e dalle note considerazioni che la produzione scientifica orientata alla ricerca delle successive citazioni porterebbe a non approfondire temi originali preferendo argomenti ampiamente trattati; si è spesso verificata la scarsa o del tutto assente attinenza della produzione scientifica (si ribadisce, sia dei potenziali commissari, che dei candidati) con il settore scientifico disciplinare per l’inserimento di nomi in lavori anche non attinenti; nei pochi casi di denunzia finora noti, i commissari coinvolti hanno scaricato la responsabilità sull’ANVUR. Banche Dati: Il problema diventa importante quando il fattore di impatto delle riviste di alcune specialità, spesso assolutamente non affini al settore dell’autore, presentano valori multipli rispetto alle più accreditate riviste specifiche del settore. Ne consegue che l’anagrafe non soltanto non ha valutato la effettiva attinenza della produzione scientifica, ma nella formulazione delle mediane ha considerato soltanto i docenti censibili. Non si comprende il motivo per il quale il Comitato Nazionale di Valutazione abbia preferito una società privata (Scopus) piuttosto che diffuse società governative degli USA (Pub med), ampiamente utilizzate per la ricerca scientifica mondiale, determinando un differente aggiornamento dei dati a grave sfavore proprio di alcune storiche e prestigiose riviste nazionali con grave e arbitraria discriminazione di alcuni Autori rispetto ad altri (Annali Italiani di Chirurgia). Commissioni: La nomina delle commissioni, al di là delle considerazioni già esposte, di fatto ha perso anche la rappresentatività rispetto alla comunità scientifica di riferimento, che in passato indicava una rosa di Commissari da sorteggiare, ed il cui profilo garantiva un grado di giudizio espressione anche di una delega morale, che non poteva totalmente prescindere da considerazioni culturali e territoriali più ampie. La Riforma Universitaria, pertanto, nella sostanza ha trasformato una valutazione meritocratica in una selezione burocratica e “difensivistica” di taluni Commissari, con pericolose ricadute anche future, sia nel caso in cui i parametri dovessero essere aggiornati, sia nel caso persistessero gli attuali criteri, con l’elevato rischio di ulteriore arresto del sistema di reclutamento, allungando il fermo di un indispensabile turn over, che offuscherebbe il ruolo e la dimensione del patrimonio accademico. Scuole di Specializzazione: Le nuove modalità di accesso alle Scuole di Specializzazione di area medica, con liste nazionali, espongono al grave rischio di favorire le categorie più agiate, per gli elevati costi di alloggio soprattutto nelle grandi città, assolutamente non compensati dagli stipendi attuali, ma soprattutto determinano un ulteriore allontanamento dei giovani studenti dalle attività professionalizzanti pre-laurea, in previsione del trasferimento di sede ed escludendo la possibilità di una continuità professionale, indispensabile per la rapida autonomizzazione del giovane durante il percorso formativo. Concorsi di Accesso ai Corsi di Laurea di area Medica L’attuale sistema di accesso, il cui intento selettivo conserva tuttora validità, trova numerosi punti di debolezza, per i quali diventa indispensabile una revisione, quanto meno per la necessità di rendere pubblico un programma di preparazione, o piuttosto di orientare la selezione verso sistemi di valutazione della logica. Resto a disposizione per un incontro costruttivo, che finalmente consenta il giusto coinvolgimento della rappresentanza del mondo universitario su temi imprescindibili per il futuro del nostro Paese.
Con osservanza Prof. Ludovico Docimo, Presidente della Società Italiana dei Chirurghi Universitari Napoli, 7 maggio 2014

Forum: Professore Emerito proposta di modifica della normativa

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